We'll Play till We Die

30 novembre 2023, 19:00 @Biblioteca Amilcar Cabral, Via S. Mamolo 24

incontro in occasione della presentazione del libro di Mark Andrew LeVine

Incontro in occasione della presentazione del libro di Mark Andrew LeVine, We'll Play till We Die. Journeys across a Decade of Revolutionary Music in the Muslim World (University of California Press, 2023). Dialogano con l’autore Lucia Sorbera e Reda Zine.

Nel suo iconico Heavy Metal Islam (2008), diario di viaggio musicale attraverso otto paesi, dal Marocco al Pakistan, Mark LeVine ha portato per la prima volta all’attenzione del mondo le esperienze delle culture undeground giovanili che si erano sviluppate nei primi anni 2000 dal Nord Africa al Centrasia.

In We'll Play till We Die l’autore ritorna sui suoi passi negli anni delle rivolte arabe del 2010 e 2011, e rintraccia alcune delle voci più importanti di questa generazione per scrivere una storia autorevole dell'epoca, concludendo con un epilogo scritto a piu’ mani con altri artisti in cui si esplorano i significati ed il futuro della musica giovanile dal Nord Africa al Sud Est asiatico. We'll Play till We Die è un’immersione nelle culture musicali contestatarie del Medio Oriente e del più ampio mondo musulmano prima, durante e dopo le ondate rivoluzionarie che a partire dal 2010 hanno scosso la regione dal Marocco al Pakistan. Questo sequel del celebre Heavy Metal Islam mostra come alcuni dei generi musicali più estremi del mondo non solo abbiano contribuito a ispirare e definire le proteste di tutta la regione, ma esemplifichino anche la bellezza e la diversità delle culture giovanili in tutto il mondo musulmano. Due anni dopo la pubblicazione di Heavy Metal Islam nel 2008, rivolte e rivoluzioni si diffusero a macchia d'olio. Tra i giovani che si organizzavano e protestavano per le strade in decine di città, da Casablanca a Karachi, c'erano proprio i musicisti e i fan sui quali LeVine aveva puntato i riflettori in quel libro.

We'll Play till We Die rivisita le storie rivoluzionarie che l’autore aveva esplorato inizialmente, condividendo quello che, da allora, è successo a questi musicisti, alla loro musica, alla loro politica e alle loro società. Il libro copre una straordinaria serie di sviluppi, non solo nelle scene metal e hip hop, ma anche l'emo a Baghdad, i mahraganat in Egitto, la techno a Beirut e altro ancora. LeVine rivela anche come gli artisti abbiano utilizzato piattaforme globali come YouTube e SoundCloud per ottenere una diffusione senza precedenti della loro musica eludendo il controllo del mercato o governativo.

Prima etnografia e biografia collettiva della generazione post-2010, We'll Play till We Die spiega e amplifica le possibilità che ha la musica come forza rivoluzionaria di ispirare cambiamento.


Mark Andrew LeVine è un musicista vincitore del premio Guggenheim che ha inciso ed è stato in tournée con artisti acclamati, tra cui Mick Jagger, Chuck D, Dr. John, gli Ozomatli, Hassan Hakmoun, Seun, Femi Kuti e altri importanti artisti mediorientali e africani. La sua registrazione per l'album Street Signs degli Ozomatli ha vinto un Grammy nel 2005. È anche professore di Storia del Medio Oriente e dell'Africa presso l'Università della California, Irvine. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo Overthrowing Geography. Jaffa, Tel Aviv, and the Struggle for Palestine 1880-1948; E’anche coautore di Twilight of Empire e di One Land, Two States. In italiano, oltre a Rock the Casbah (2009), sono usciti La Pace Possibile. Israele/Palestina dal 1989 (EDT, 2009), e Perche’ non ci odiano. La vera storia dello scontro di civilta’ (2008).

Lucia Sorbera è professoressa di Storia dei Paesi Arabi e dell’Islam presso l’Università di Sydney, dove dirige il dipartimento di Lingua e Cultura Araba. La sua ricerca verte sulla storia contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa, con un’attenzione specifica alla storia politica e delle idee attraverso una prospettiva di genere, attingendo a metodologie interdisciplinari, che spaziano dalla ricerca di archivio, all’analisi testuale, alla storia orale. Ha pubblicato numerosi saggi di storia delle donne e di genere ed il suo prossimo libro sulla storia dell’attivismo politico femminile in Egitto dagli anni settanta ad oggi è in uscita con University of California Press.

Reda Zine è autore, regista e musicista Italo-Marocchino. Ho realizzato due lungometraggi: The Long road to the Hall of Fame (2015) (Pan African Film Festival 2015) con i Public Enemy e Questa è la mia storia, o la nostra? (2012). Attualmente lavora su un nuovo progetto di film documentario Leone a Bologna. Come musicista è stato cofondatore del Laboratorio Sociale Afrobeat di Bologna, ha pubblicato vari LP, tra i quali Café Mira (EMI 2007) Mamy Wata (Semai 2013), Road to Essaouira (Original Cultures 2014), Gnawa Rumi (Nota 2022) Abou Maye (Brutture Moderne 2022). Ha suonato in diversi festival internazionali incluso Umbria Jazz Festival e partecipato con l’Orchestra Creativa dell’Emilia Romagna al progetto Possible Words realizzato presso il Teatro Comunale di Ferrara. Come direttore artistico ha diretto numerosi workshop e laboratori in Europa, negli Stati Uniti e nel Medio Oriente, incluso nel 2012 il progetto p2p It will be wonderful con rappresentazione all’Ara Pacis di Roma, all’Opera del Cairo e al Fendika Cultural Center di Addis Abeba e nel 2015 From Zombies to Revolutionnaries, promosso da Freemuse, insieme a un collettivo di artisti censurati.