Téra Sabi

attività e proposte all'insegna della giustizia sociale e ambientale.

Assim, o nosso povo é as nossas montanhas.
Così, il nostro popolo è le nostre montagne.

Amílcar Cabral, Our people are our mountains: Amílcar Cabral on the Guinean revolution, Committee for Freedom in Mozambique, Angola and Guinea, Londra, 1971.p. 11.

 

A marzo del 2026 è stato pubblicato To Defend the Earth is to Defend the Human: Translations and the Role of Critical Zones of Africa, HSRC Press, saggio che, come afferma Arlindo Fortes, vice presidente della Escola de Ciências Agrárias e Ambientais dell’Università di Capo Verde, costituisce un'importante opportunità per rivisitare una dimensione particolarmente rilevante, ma ancora insufficientemente esplorata, dell'eredità di Amílcar Cabral, ovvero il suo pensiero e il suo lavoro come agronomo e scienziato.

Oggi il racconto dell'ambiente e dei suoi fenomeni è ormai strettamente legato al campo semantico dell'emergenza, scandito da formule come eventi climatici straordinari, caldo anomalo e migrazioni climatiche. A fronte di questa costante eccezionalità, si fa sempre più strada l'urgenza profonda di fermarsi e ripensare radicalmente il nostro modo di abitare la Terra.

Molti dei problemi alla base di questi dibattiti erano già presenti nelle riflessioni di Cabral: la necessità di comprendere i sistemi agricoli nel loro contesto sociale; l'importanza di conoscere le caratteristiche ecologiche dei territori; la relazione tra produzione agricola e condizioni di vita; la necessità di mettere la conoscenza scientifica al servizio delle comunità.

Su questa traccia, durante i lunghi e caldissimi mesi estivi, abbiamo perfezionato un piano di azioni (alcune già in campo da diverso tempo) per una biblioteca sempre più ricettiva e attenta alla crisi climatica, ispirandoci anche al lavoro che stanno facendo le biblioteche di Lione.

Téra Sabi* è, quindi, un insieme di attività, servizi e azioni concrete - che spaziano dalla riqualificazione degli spazi al patrimonio librario - che mettono  giustizia sociale e ambientale al centro della vita della biblioteca. Abbiamo avviato un percorso che include la riduzione drastica della plastica, con l'eliminazione dei distributori automatici e delle copertine dei libri, la promozione di una mobilità dolce e sostenibile attraverso la richiesta e l’installazione di nuove rastrelliere per le biciclette nei pressi della biblioteca e la piantumazione di nuovi alberi nel giardino della biblioteca.

Rispetto al patrimonio, la collezione si è arricchita di volumi dedicati al pensiero ecologico, alla giustizia climatica e alle resistenze ambientali in parte proposti in Il potere è nella Terra. Lavoreremo per accompagnare queste nuove acquisizioni con una serie di attività che coinvolgano sempre più attivamente tutt* coloro che frequentano la biblioteca, verso una maggiore consapevolezza dell’impegno che tutt* dobbiamo attivare rispetto alla crisi climatica così che, come ci ricorda Cabral, la conoscenza scientifica non rimanga scollegata dalle comunità che vuole servire.

Come dice Arlindo Fortes in riferimento a Cabral: Difendere la terra significa difendere gli ecosistemi, i suoli e le risorse naturali. Ma significa anche difendere le comunità, gli agricoltori e le generazioni future. Significa riconoscere che non ci sarà sostenibilità senza giustizia e che non ci sarà una vera trasformazione ambientale senza mettere la dignità umana al centro


*Téra Sabi è un'espressione tipica in creolo capoverdiano (Kriolu) che significa "terra deliziosa”, “terra dolce” o "terra piacevole”.

Nel progetto Uno scatto sul mondo. Gli archivi fotografici della Fondazione Basso abbiamo ritrovato alcune fotografie di Bruna Polimeni che ritraggono Amilcar Cabral nel suo lavoro da agronomo.